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Liturgia della Parola

a cura di Padre Francesco Sansone

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L’origine del tempo di avvento è stata individuata tra il IV – VI secolo, fu il pàpa san Gregorio Magno, a stabilire in quattro settimane la preparazione al Natale.Lo scopo era di disporsi spiritualmente, alla celebrazione della Nascita di Gesù. Ben presto questo tempo di preparazione divenne il tempo dell’attesa, della venuta del Signore. Avvento, lo dice la parola stessa, in latino adventus, dal verbo ad venire,   che sta per venire, che ci viene incontro . . . Attendiamo il Signore ?. . .Si accoglie solo chi si attende! Differenza tra Attesa e Aspettativa: L’Attesa è apertura, accoglienza, accetta tutto ciò che le viene incontro. Attesa, è vivere il presente: "Sento che non sono completo, sento che mi manca qualcosa, sono aperto e disponibile a quello che verrà. Ma intanto vivo oggi e sono felice; se verrà qualcos'altro, tanto meglio". L’attesa genera pace. L'Aspettativa ha ben chiaro cosa vuole, accetta solo ciò che ha già stabilito, ciò che conosce: il resto lo rifiuta. L'aspettativa ti porta a vivere nel futuro: "Quando verrà quella cosa, allora sì che sarò felice… allora sì che sarò realizzato.. allora sì che sarò qualcuno. L’ASPETTATIVA GENERA ANSIA. Vivi nell’Attesa o nell’Aspettativa? Sei ancora capace di Attendere?                       

Viviamo in un mondo che con la sua tecnologia, con i suoi mezzi di comunicazione azzera i tempi, elimina il senso dell’attesa, non abbiamo più la pazienza di aspettare, di creare una condizione interiore per attendere  qualcuno. Viviamo nel mondo dell’immediato, che ci dà tutto e subito; questa modalità porta a formare in noi, un atteggiamento teso ad aspettare sempre di meno, ad avere sempre meno pazienza, meno disponibilità interiore nel preparare il cuore per un evento, un incontro: il mondo ci ha educati a non aspettare più, ci ha rubato la preziosa dimensione dell’attesa.Il cristiano, dice s. Basilio, è colui che resta vigilante ogni giorno e ogni ora sapendo che il Signore viene: L’impressione è che il tempo viene vissuto come qualcosa di cattivo, privo di sorprese e di novità importanti, in cui possono accadere tante cose, ma non la venuta del Signore!

Atteggiamenti interiori per vivere l’Avvento: 

1-      L’Attesa: Non è lo stare fermo ed aspettare qualcuno, ma un tendere, un’ andare col desiderio verso. .   è una propensione dell’anima verso Dio, un tempo per preparare il cuore ad accogliere.

La terra è fatta per ricevere il seme, ma se non viene arata non è pronta per riceverlo.

2-      La fede, per accogliere, come Maria, il mistero di Dio divenuto uomo per la nostra salvezza; 

3-      La speranza e la gioia di chi confida nell’amore misericordioso di Dio;

4-      La conversione: Colui che viene non è come tu lo pensi. Non stabilire tu come Dio deve venire: Permetti a Dio di essere Dio. Molti credenti non progrediscono nella fede perché non vogliono sorprese . .un cammino di fede deve servire a farti crescere, a farti cambiare in meglio, ti deve mettere in gioco; se diventa il biberon allora non serve più. . .

5-      La preghiera, fatta col cuore, affettuosa e perseverante invocazione all’Atteso: Vieni, Signore Gesù!Pregare vuol dire non permettere alla nostra anima che si assopisca e non senta più il richiamo di Dio che invita a diventare suoi figli .

6-    La vigilanza: Pericolo dell’essere assorbiti dal sonno, ossia dagli affanni, dalle preoccupazioni per le cose di questo mondo: “non vi affannate per cosa mangerete . .il Signore lo sa che ne abbiamo bisogno; cerchiamo prima il Regno di Dio, tutto il resto ci sarà dato.