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Liturgia della Parola

a cura di Padre Francesco Sansone

giubilemisericordia1.jpg - 57.45 KBCon la presunzione tipica dell'età, il giovane Girolamo si era dedicato con ardore alle molteplici forme di ascesi allora in uso tra i monaci. Ma i risultati si face­vano attendere: il tempo gli avrebbe fatto presto capire che la sua vera vocazione era altrove nella chiesa e che il suo soggior­no tra i monaci della Palestina ne costituiva solo il preludio. Tuttavia Girolamo doveva ancora imparare molte cose e in­tanto, da giovane novizio, si trovava immerso nella disperazio­ne: nonostante tutti i suoi sforzi generosi, non riceveva alcuna risposta dal cielo. Andava alla deriva, senza timone, in mezzo a tempeste interiori, al punto che le vecchie tentazioni, già così familiari, non tardarono a rialzare la cresta. Girolamo era sco­raggiato: cosa aveva fatto di male? Dov'era la causa di questo cortocircuito tra Dio e lui?Come ristabilire il contatto con la grazia?Mentre Girolamo si arrovellava il cervello, notò all'improv­viso un crocifisso che era comparso tra i rami secchi di un albe­ro. Girolamo si gettò a terra e si percosse il petto con gesto so­lenne e vigoroso. Subito Gesù rompe il silenzio e si rivolge a Girolamo dall'al­to della croce: "Girolamo - gli dice - cos'hai da darmi? Cosa ri­ceverò da te?". La semplice voce di Gesù basta già a ridare coraggio a Giro­lamo che si mette subito a pensare a qualche regalo da poter of­frire all'amico crocifisso. "La solitudine nella quale mi dibatto, Signore", gli risponde. "Ottimo, Girolamo - replica Gesù - ti ringrazio. Hai fatto dav­vero del tuo meglio. Ma non hai qualcosa di più da offrirmi?". Girolamo non esita un attimo. Certo che aveva un sacco di cose da offrire a Gesù: "Naturalmente, Signore: i miei digiuni, la fame, la sete. Mangio solo al tramonto del sole!". Di nuovo Gesù risponde: "Ottimo, Girolamo, ti ringrazio. Lo so, hai fatto del tuo meglio. Ma hai ancora qualcos'altro da darmi?". Girolamo ripensa a cosa potrebbe ancora offrire a Gesù. Ec­co allora che ricorda le veglie, la lunga recita dei salmi, lo studio assiduo, giorno e notte, della Bibbia, il celibato nel quale si im­pegnava con più o meno successo, la mancanza di comodità, la povertà, gli ospiti più imprevisti che si sforzava di accogliere senza brontolate e con una faccia non troppo burbera, infine il caldo di giorno e il freddo di notte. Ad ogni offerta, Gesù si complimenta e lo ringrazia. Lo sape­va da tempo: Girolamo ci tiene così tanto a fare del suo meglio! Ma ad ogni offerta, Gesù, con un sorriso astuto sulle labbra, lo incalza ancora e gli chiede: "Girolamo, hai qualcos'altro da darmi?". Alla fine, dopo che Girolamo ha enumerato tutte le opere buo­ne che ricorda e siccome Gesù gli pone per l'ennesima volta la stessa domanda, un po' scoraggiato e non sapendo più a che santo votarsi, finisce per balbettare: "Signore, ti ho già dato tutto, non mi resta davvero più niente!". Allora un grande silenzio piomba nella grotta e fino alle estre­mità del deserto di Giuda e Gesù replica un'ultima volta: "Si, Girolamo, hai dimenticato una cosa: DAMMI I TUOI PECCA­TI, PERCHÈ POSSA PERDONARTELI!".