foto1
foto1
foto1
foto1
foto1

Liturgia della Parola

a cura di Padre Francesco Sansone

FB_IMG_1504855983155 1.jpg - 26.94 KBSiamo cercatori di felicità, appassionati e mai sazi. Questa inquietudine ci accomuna tutti. Sembra quasi che sia la dimensione più forte e consistente della nostra esistenza.È la nostra vita quotidiana il luogo da cui sale la sete di felicità. Nasce con il primo anelito di vita e si spegne con l’ultimo. Nel cammino tra la nascita e la morte, siamo tutti CERCATORI DI FELICITÀ. Tutti possiamo riconoscerci nel bisogno di felicità: Ma quale felicità cerchiamo? Come la cerchiamo? Quali strumenti ce ne assicurano il possesso? E gli altri, in questa appassionata ricerca, che posto hanno? Qualcuno ha accusato la tradizione cristiana di opporsi alla voglia di felicità, di guardare eccessivamente al futuro dimenticando il presente. Qualche volta è stato contestato ai credenti in Cristo l’eccessivo prezzo da pagare per assicurare la felicità, o si sono loro rimproverati i modelli dal sapore rinunciatario, persino un poco masochista, presentati come condizione per raggiungere la felicità. Qualcuno è arrivato alla decisione di dover liberare l’uomo da Dio per restituirgli il diritto alla felicità. Le provocazioni ci sfidano e ci aiutano a pensare, facendoci riscoprire alla radice dell’esperienza cristiana la figura di Gesù, che ci ha offerto il volto di un Dio amante della vita e della felicità dell’uomo. Chiunque ama la vita e cerca la gioia duratura per sé e per gli altri, non riuscirà certamente ad accontentarsi di proposte che legano la felicità unicamente al possesso, alla conquista, al potere, al solo piacere, all’egoismo personale o di gruppo. Come credenti, abbiamo una convinzione irrinunciabile, che ci viene dalla nostra esperienza cristiana: La vita è bella nonostante tutte le prove e le disavventure, perché esistiamo e sperimentiamo l’Amore. C’è in noi un immenso bisogno di AMARE E DI ESSERE AMATI. Davvero, “è l’Amore che fa esistere” (Maurice Blondel). È l’Amore che vince la morte: “Amare qualcuno significa dirgli: tu non morirai!” (Gabriel Marcel). In questo bisogno di rinascere sempre di nuovo nell’amore ci sembra riconoscibile una nostalgia: QUELLA DI UN AMORE INFINITO… Il cristiano ha compreso che solo il Dio di Gesù Cristo può colmare questo bisogno di Amore infinito, ecco perchè è in un continuo Cammino di Conversione: per preparare il Cuore ad Accoglierlo!