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Liturgia della Parola

a cura di Padre Francesco Sansone

MEDITAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

 

 

Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

La vita del giorno d’oggi è molto dura per la maggior parte degli uomini: la concorrenza è spietata, la sicurezza professionale non esiste per nessuno, la rilassatezza dei costumi aumenta in maniera preoccupante, gli uomini si fidano gli uni degli altri in misura sempre minore. Aumenta la delinquenza, la sofferenza non risparmia nessuno e la morte resta uno spauracchio per tutti. Sull’umanità grava il pericolo di guerre, sulla terra regna tuttora lo stato d’ingiustizia, che grida vendetta, nel quale si trova il Terzo Mondo. Ognuno sperimenta a proprie spese quali conseguenze si hanno quando domina il peccato. Chi può sentirsi al sicuro?

 

ESPOSIZIONE DELLA PAROLA

Canto

Pausa di silenzio

 

Dal Vangelo secondo Matteo: (25,14-30)

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».

 

Parola del Signore.

1L In questa penultima domenica dell'anno liturgico la Chiesa ci prepara alla venuta del giorno del Signore. Il Vangelo parla del ritorno del padrone, e quindi implicitamente del giorno del Signore. Gesù racconta la parabola dei talenti:                   Un uomo parte per un viaggio e consegna ai servi dei talenti. Un talento nell'antichità rappresentava una somma enorme. Il padrone dà a uno cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo le sue capacità, e parte. Mentre i primi due servi investono i talenti ricevuti, guadagnando il doppio, il terzo servo che ne ha ricevuto solo uno, va a fare una buca nel terreno e vi nasconde il denaro del suo padrone. Perche’ lo nasconde?

2L Egli stesso lo spiega al ritorno del padrone:  «Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo». Questo servo ha mancato di fiducia nel padrone, ha avuto un'idea molto negativa di lui.                La paura lo paralizza. Per andare avanti, per prendere iniziative, occorre avere fiducia. Chi vive nella paura, non osa prendere iniziative, cerca rifugi e sicurezze, e così non realizza nulla. Con le sue parole il terzo servo manifesta un'idea cattiva del padrone e la paura che ne deriva. Questa paura fa prendere al servo una soluzione sbagliata: nascondere il talento, per poterlo ritrovare e riconsegnare al padrone.

 

 

Pausa di silenzio

 

1L Il padrone però non ha dato i suoi talenti ai servi perché fossero conservati, ma perché fossero impiegati in modo proficuo. Perciò il terzo servo viene definito: «Servo malvagio e pigro». Il padrone gli dimostra che la sua condotta è incoerente e gli fa osservare: «Avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse». Questa parabola ci dà degli insegnamenti importanti. Innanzitutto ci fa capire che dobbiamo avere un'idea di Dio bella, positiva. Egli Non è un padrone cattivo, una persona dura e severa, che cerca soltanto di cogliere le persone in fallo per punirle. Chi ha un idea sbagliata di Dio, la sua vita non potrà essere feconda: vivrà sempre nella paura. E’ necessario esaminarci per verificare qual è la propria idea di Dio.

2L Egli si è manifestato, già nell'Antico Testamento e specialmente nel Vangelo, come un Dio pieno di Generosità, di Misericordia, come un Padre. E Gesù ha insistito nel mostrarci che Dio Non è un padrone severo, ma un Padre pieno di Amore, di Compassione. Perciò dobbiamo avere una fiducia straordinaria in Lui. Senza dubbio, in quanto Padre, Dio ha nei nostri confronti delle esigenze, ma si tratta di esigenze di amore. Di solito un padre ha dei progetti ambiziosi per i propri figli, non vuole che la loro vita sia un'esistenza vuota, che non realizza nulla di valido. Al contrario, ha il desiderio che i figli vivano una vita bella, che rivela che essi sono persone veramente dotate e valide. Così anche Dio ha un progetto ambizioso per noi, ha delle esigenze forti nei nostri confronti.

Pausa di silenzio

1L Dio è un padre, sempre pronto ad accogliere il figlio, anche quando ha sbagliato, per dargli una nuova possibilità di una vita bella, generosa, degna veramente dell'uomo e di Dio. E’ fondamentale accogliere questo messaggio di Gesù, sul Padre. Egli ci manifesta la generosità del Padre in tutti i modi: con la sua parola, con le sue azioni, con la sua accoglienza verso tutti, specialmente verso i peccatori, ma anche con i suoi ammonimenti, che manifestano il suo interesse, perché noi non sprechiamo la nostra esistenza. Dio ha una grande stima di noi, desidera affidarci cose importanti. Vuole aiutarci in ogni modo, perché i talenti che ci ha affidati siano veramente utilizzati bene e producano frutti meravigliosi.

2L La parabola di domenica scorsa si concludeva con il monito di Gesù a Vegliare, per essere pronti all’incontro definitivo con Dio, con l’Autore della nostra vita. Ci chiediamo: Come vegliare? Gesù ce lo insegna mediante la parabola odierna:Un uomo, partendo per un viaggio, consegna il proprio denaro ad alcuni servi affinché  lo facciano fruttare.Dio  mette fiducia nell'uomo e trova gioia nell’offrire gratuitamente a ciascuno di noi, i Suoi doni. Il punto consiste nel Riconoscere e Accogliere con Gra­titudine i doni personali ricevuti da Dio, senza fare paragoni con quelli altrui, ma impegnandosi a rispondere di essi con tutta la propria vita: Nessun altro può farlo per me!

 

Pausa di silenzio

 

1L Mentre i primi due servi impiegano i talenti ricevuti, non viene detto come, e ne guadagnano altrettanti; il terzo invece scava una buca nel terreno e vi nasconde il suo unico talento. Ecco come si giustifica: «Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso». Perché dice che è un uomo duro? Questo servo si è costruito un'immagine perversa del suo padrone, come anche noi facciamo spesso con Dio. «Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo ». Paura di Dio una storia che incomincia con Adamo! Paura di esporsi al rischio di mettere a frutto ciò che si è ricevuto; Paura di accogliere il dono come tale.

2L Se Dio ci affida tanti beni preziosi, tanti doni di intelligenza e di grazia, allora, ha veramente fiducia in noi. Non è affatto un padrone duro, né uno sfruttatore esigente, ma piuttosto un Padre, che fa appello alla nostra responsabilità, alla nostra inventiva, alla nostra operosità. La ricchezza, però, che mette nelle nostre mani, Non è un regalo destinato solo a noi, a nostro esclusivo beneficio. Sotterrare la nostra Fede, coprire la nostra Speranza, mortificare la Carità, significa in definitiva condannarle alla sterilità e vederle appassire. Questi Doni preziosi, devono essere spesi nella vita quotidiana. Nessuno si illuda di poter vivere di rendita, tirando i remi in barca.

Pausa di silenzio

Salmo 127

 

Canone….

Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.
Canone….

 

La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.
Canone….

 

Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!.

Canone….

 

Preghiere spontanee….

 

Padre nostro

 

O Signore nostro Dio,

noi riconosciamo che ogni bene viene da Te

e che distribuisci i tuoi doni con sapienza e bontà;

fa’ che tutto ciò che abbiamo ricevuto da te

fruttifichi per la tua gloria e per la gioia

dei nostri fratelli  e delle nostre sorelle.

Donaci la forza di vincere il timore servile di Te

e fa’ che tutto ciò che ci hai affidato,

con l’aiuto della tua Grazia e con la nostra santa audacia,

sia fecondo di buone opere e cooperi a costruire

un mondo secondo il tuo amorevole disegno. Amen

 

BENEDICIAMO IL SIGNORE, RENDIAMO GRAZIE A DIO