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Liturgia della Parola

a cura di Padre Francesco Sansone

MEDITAZIONE DELLA PAROLA DEL SIGNORE

 

 

 

Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

 

  1. Il Signore che serviamo è un Dio invisibile. Noi abbiamo bisogno di segni per incontrarlo e accoglierlo. Il segno più grande è il Santissimo Sacramento, il Corpo e il Sangue di Cristo che celebriamo in ogni Eucaristia. Questo sacramento ci colma, perché fa arrivare fino a noi l’incarnazione del Verbo divino: Dio continua a venire per restare. Non ci abbandonerà più. Questo sacramento ci nutre: alimenta in noi quella vita divina che è la nostra vera vita, poiché è eterna. Per chi si lascia raggiungere dall’amore di Dio, questo sacramento è il più grande fra i segni, il segno che mette in comunione con Gesù stesso. Il credente è da esso trasfigurato, il suo peccato è purificato, grazie ad esso pregusta il banchetto promesso: quello delle nozze del Figlio.

 

ESPOSIZIONE DELLA PAROLA DI DIO

 

 

Canto                                                     

 

Pausa silenziosa

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,51-58)

 

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Parola del Signore.

 

 

1L Si fraintende completamente il cristianesimo quando lo si considera prima di tutto come un messaggio, una dottrina o, peggio ancora, un sistema etico. Eppure questa tentazione percorre tutta la storia cristiana fin dai suoi primi albori. Vi vediamo cadere già i discepoli stessi di Gesù nel vangelo di oggi. Finché il Signore ci parla del regno di Dio, ci spiega il suo messaggio di pace e di fratellanza universale, non facciamo troppa fatica ad accettarlo. Ma quando preannuncia che ci darà la sua carne da mangiare, allora resistiamo, ci tiriamo indietro, ci scandalizziamo.

 

2L Certo, è importante prima di tutto capire bene cosa voglia dire Gesù con questa espressione. Il Vangelo di Giovanni comincia con l’affermazione: «Il Verbo si fece carne». La parola «carne», dunque, non designa soltanto una parte del corpo di Gesù, ma la sua stessa persona, nella sua umanità e nella sua divinità, come un tutto. E il fatto che questo annuncio sia al futuro vuol dire che solo dopo che Gesù è risuscitato ed è diventato spirito vivificante può effettivamente darsi a noi come nostro cibo. E’ una precisazione importante per non cadere nelle accuse di cannibalismo che una comprensione sbagliata di questo linguaggio può suscitare. Ciò non toglie che Gesù, parlando di darci da mangiare la sua carne, di darci da mangiare se stesso, abbia scelto di utilizzare un linguaggio forte.

 

Pausa silenziosa

 

 

1L Perché Gesù, il Figlio di Dio, è sceso lui stesso dal cielo? Perché si è fatto «carne»? Proprio perché non bastava la sola Parola per salvarci. Avevamo bisogno di entrare in un’unione con lui non solo morale ma fisica, diventando con lui un solo corpo. Gesù ci dà parole che sono vita, perché hanno il potere di guarirci, di trasformare il pane e il vino nel suo corpo e nel suo sangue, e di trasformare noi stessi nel suo corpo, di farci diventare una sola cosa con lui. Ricevendo il corpo di Cristo, ci uniamo a Lui e diventiamo così un solo corpo con gli altri. Dio si dà come cibo perché l’assemblea, la Chiesa stessa, diventi suo corpo. L’eucaristia non è qualcosa che riceviamo, ma in cui entriamo. Abbiamo l’impressione di ricevere Gesù, ma in realtà è lui che ci riceve.

 

2L A nome di tutti gli uomini, solidale con noi, Gesù dice come nostro capo il primo Sì a Dio, per invitare e aiutare anche noi a dire il nostro Sì. Ed ecco il frutto di quell'atto: "Con il proprio sangue ci ha procurato una redenzione eterna; offrendo se stesso senza macchia a Dio, ha purificato la nostra coscienza dalla opere morte, per servire al Dio vivente". Egli è diventato così "il mediatore di una nuova alleanza", cioè di un nuovo nostro rapporto di comunione con Dio, per il quale veniamo riscattati dalla colpa col perdono, dalla morte con la risurrezione, dalla precarietà e miseria con la partecipazione alla vita divina.

Essendo ormai intervenuta la sua morte per la redenzione delle colpe commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l'eredità eterna che è stata promessa.

Pausa silenziosa

 

1L Siamo dei poveri, dei mendicanti che hanno bisogno di ritrovare l’energia perduta nella fatica di ogni giorno, che non dispongono di risorse inesauribili. Prima o poi viene meno la nostra scorta di forza, di serenità e di pace. Siamo dei bisognosi che si portano dentro l’arsura di tante domande senza risposta, di tanti desideri delusi, di tante richieste d’amore dimenticate. Siamo dei poveri, logorati dalla strada. Allora il Signore prepara per noi una tavola a cui sederci come tanti fratelli che vengono da lontano, che all’apparenza sono così diversi, eppure sono figli dello stesso Padre: Non vedi sulla tavola il pane che verrà spezzato per rinsaldare l’alleanza tra i figli di uno stesso Padre? Non vedi sulla tavola la coppa del vino, il vino dell’allegria che unisce i fratelli, il vino della letizia che invade l’esistenza? C’è qualcosa di grande in questo pane e questo vino, la vita di Gesù spezzata e offerta, come un pane buono come un vino gustoso e forte.

 

2L In quella cena pasquale, alla vigilia della sua passione, Gesù volle racchiudere in un segno, tutto il mistero della sua morte redentrice: Prese del pane, lo spezzo e disse: questo è il mio Corpo spezzato per voi. Poi prese il calice del vino e disse: questo è il mio sangue sparso per voi. Cioè: questo del pane e del vino sono dei segni che ricordano il mio consumarmi per voi, e al tempo stesso contengono e ripresentano quell'atto compiuto in croce, e in più ne comunicano il frutto, in forma di alimento, cioè di forza e trasformazione. "Fate questo in memoria di me". Ho fatto così perché la redenzione fosse presente dappertutto e in ogni tempo, accessibile ad ogni uomo che vi voglia attingere salvezza. Prendere e mangiate; prendete e bevete! Perché "chi mangia di me vivrà per me":                        Tu, per chi vivi?

 

Pausa silenziosa

 

1L Che ne abbiamo fatto dell'Eucarestia? Come l'abbiamo ridotta? E' davvero il luogo dello stupore, il momento drammatico e tenerissimo in cui Dio si dona ai discepoli? E' davvero l'ultimo gesto che Gesù fa, per essere ricordato, per essere presente? Oppure, troppo spesso, è stata ridotta a dovere, tiepida abitudine per una tiepida fede? A volte, sembra che le nostre Eucarestie manchino di fede e di stupore. Ad esse, alcuni vanno come se andassero in una merceria o dal panettiere, con disinvolta indifferenza. Il problema, non è la lunghezza o la qualità della predica, o la bellezza dei canti: il problema è la nostra poca fede nella presenza di Cristo! Se credessimo di più. . . Signore aiutaci a vivere con consapevolezza, la santa cena in memoria di Te, in obbedienza al tuo comando. Apri il nostro cuore alla fede e allo stupore!

1L Si fraintende completamente il cristianesimo quando lo si considera prima di tutto come un messaggio, una dottrina o, peggio ancora, un sistema etico. Eppure questa tentazione percorre tutta la storia cristiana fin dai suoi primi albori. Vi vediamo cadere già i discepoli stessi di Gesù nel vangelo di oggi. Finché il Signore ci parla del regno di Dio, ci spiega il suo messaggio di pace e di fratellanza universale, non facciamo troppa fatica ad accettarlo. Ma quando preannuncia che ci darà la sua carne da mangiare, allora resistiamo, ci tiriamo indietro, ci scandalizziamo.

 

2L Certo, è importante prima di tutto capire bene cosa voglia dire Gesù con questa espressione. Il Vangelo di Giovanni comincia con l’affermazione: «Il Verbo si fece carne». La parola «carne», dunque, non designa soltanto una parte del corpo di Gesù, ma la sua stessa persona, nella sua umanità e nella sua divinità, come un tutto. E il fatto che questo annuncio sia al futuro vuol dire che solo dopo che Gesù è risuscitato ed è diventato spirito vivificante può effettivamente darsi a noi come nostro cibo. E’ una precisazione importante per non cadere nelle accuse di cannibalismo che una comprensione sbagliata di questo linguaggio può suscitare. Ciò non toglie che Gesù, parlando di darci da mangiare la sua carne, di darci da mangiare se stesso, abbia scelto di utilizzare un linguaggio forte.

 

Pausa silenziosa

 

 

1L Perché Gesù, il Figlio di Dio, è sceso lui stesso dal cielo? Perché si è fatto «carne»? Proprio perché non bastava la sola Parola per salvarci. Avevamo bisogno di entrare in un’unione con lui non solo morale ma fisica, diventando con lui un solo corpo. Gesù ci dà parole che sono vita, perché hanno il potere di guarirci, di trasformare il pane e il vino nel suo corpo e nel suo sangue, e di trasformare noi stessi nel suo corpo, di farci diventare una sola cosa con lui. Ricevendo il corpo di Cristo, ci uniamo a Lui e diventiamo così un solo corpo con gli altri. Dio si dà come cibo perché l’assemblea, la Chiesa stessa, diventi suo corpo. L’eucaristia non è qualcosa che riceviamo, ma in cui entriamo. Abbiamo l’impressione di ricevere Gesù, ma in realtà è lui che ci riceve.

 

2L A nome di tutti gli uomini, solidale con noi, Gesù dice come nostro capo il primo Sì a Dio, per invitare e aiutare anche noi a dire il nostro Sì. Ed ecco il frutto di quell'atto: "Con il proprio sangue ci ha procurato una redenzione eterna; offrendo se stesso senza macchia a Dio, ha purificato la nostra coscienza dalla opere morte, per servire al Dio vivente". Egli è diventato così "il mediatore di una nuova alleanza", cioè di un nuovo nostro rapporto di comunione con Dio, per il quale veniamo riscattati dalla colpa col perdono, dalla morte con la risurrezione, dalla precarietà e miseria con la partecipazione alla vita divina.

Salmo 147

Canone…..

Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
Canone…..

 

Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.
Canone…..

 

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.

Canone…..

 

Preghiere spontanee

 

Padre nostro

 

Tutti Signore mio Dio e mio amico, com’è bello guardarti sotto le apparenze dell’ostia! Che beata certezza: sapere che Tu sei là, che mi vedi e che mi ascolti! Com’è bello trovarsi così vicino a Te! Desidero impregnarmi della tua presenza così immediata: che questa presenza si impadronisca dell’anima mia, la trasformi e la santifichi! Eccomi davanti a Te, povero e nudo, non potendo darti altro che il mio sguardo: avvolgimi con la tua intimità, rivestimi con la tua potenza! Tu sei dinanzi a me come la sorgente di ogni luce e di ogni vita; in te si trova il focolare di ogni amore. Com’è bello mettersi sotto l’irradiamento del tuo splendore, sotto l’azione della tua vitalità sovrabbondante, sotto il tuo sguardo pieno d’amore! Ti guardo senza vederti, ma tu mi guardi con una tale forza che fai passare in me le ricchezze del tuo essere. Non incontro il tuo sguardo, ma tu incontri il mio cuore e lo riempi della tua grazia divina. Senza che me ne accorga, tu mi cambi, mi penetri dei tuoi pensieri e dei tuoi sentimenti. Mi innalzi fino al livello della tua santità. Com’è bello contemplarti, abbandonarsi a te, lasciarsi invadere dalla tua presenza ed essere interamente riplasmati da Te!

 

Canto

 

BENEDICIAMO IL SIGNORE, RENDIAMO GRAZIE A DIO