foto1
foto1
foto1
foto1
foto1

Liturgia della Parola

a cura di Padre Francesco Sansone

MEDITAZIONE DELLA PAROLA DEL SIGNORE

 

 

 

Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

 

  1. La Trinità è un'insuperabile rappresentazione del comunicarsi amoroso di Dio: Dio si rivela come Dio vicino agli uomini, che egli ama come Padre, come Figlio, come Spirito Santo. Anche la storia della nostra fede sta nel volgerci al Padre, attraverso il Figlio, nello Spirito Santo: siamo chiamati ad adorare e a immergerci in questo nostro Dio, avvolto nel mistero della sua Unità e Trinità. Mistero, questo, che svela il cuore dell'uomo perché di fronte ad esso il superbo e il sapiente di questo mondo si scandalizzano e si ribellano, mentre l'umile e il semplice adorano e sperimentano nel loro profondo Colui "che abita una luce inaccessibile". A questo Dio che si è fatto prossimo affidiamo la nostra vita e la nostra speranza.

 

ESPOSIZIONE DELLA PAROLA DI DIO

 

 

 

Canto

 

Pausa silenziosa

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (3,16-18)

 

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Parola del Signore

 

 

 

1L Dopo tutto un anno liturgico in cui abbiamo visto operare Gesù, è possibile raccogliere un immagine sintetica di chi sia il Dio di Gesù Cristo, cioè il Dio cristiano, quello appunto che Gesù è venuto a mostrarci col suo insegnamento e con il suo atteggiamento di filiale apertura a Colui che egli chiama: "Abbà!", papà; "Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro". Quel che noi sappiamo di Dio è quanto abbiamo ascoltato e visto in Gesù; non c'è altra fonte legittima, e vera. San Paolo, che più di tutti ha penetrato il mistero di Cristo, lo pone come punto di incrocio di due eventi: da una parte Gesù è l'inviato dal Padre, che ha oltrepassato i cieli ed è venuto sulla terra. Come ha sintetizzato l’evangelista Giovanni: "Il Verbo che stava presso Dio e che divenne carne, prendendo dimora presso di noi". D'altra parte Egli, col Padre, è all'inizio della missione dello Spirito Santo: "Il Paraclito, che io manderò a voi da presso il Padre". Sarà proprio Cristo risorto ad alitare sugli apostoli e dire: “Ricevete lo Spirito santo".

 

 

2L Dio, poi, ha scavalcato anche il tempo e si è reso contemporaneo ad ogni generazione con l'invio dello Spirito Santo. Dice Sant'Ireneo che il Padre agisce come con due braccia: prima Cristo, poi lo Spirito. Tutta l'operazione ha un contenuto preciso, una decisione sorprendente di Dio: quella di avere l'uomo partecipe della natura divina, di chiamare ognuno ad essere figlio ed erede di Dio. E non figlio in un modo generico, ma figlio proprio come è il Figlio Unigenito, così che quello che Lui è per natura, noi lo diveniamo per Grazia: Questa è l'opera compiuta da Gesù: di riconquistarci all'amicizia col Padre, attraverso i suoi gesti salvifici compiuti in croce e di farci conoscere e stimare l'alta vocazione cui Dio ci chiama.

 

Pausa di silenzio

 

1L Gesù è stato l'esemplare umano meglio riuscito, col vivere una piena confidenza da figlio nei confronti del Padre. Ma chi trasferisce ad ognuno di noi il risultato di quell'operazione salvifica compiuta da Gesù, chi la innesta nel cuore di ogni credente, chi la costruisce a fianco della libertà e del consenso nostro, è lo Spirito Santo, datoci da Cristo, perché modelli in noi quel figlio di Dio che è stato Lui. Ci dice S. Paolo: Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio. Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi, eredi di Dio, coeredi di Cristo.

Pausa di silenzio

 

 

2L Dio, che è Padre, da sempre ha preparato un mondo per poterci incontrare, per poterci dire un giorno, tutto il Suo Amore, che è un amore completo, un amore di Padre e di Madre per il proprio figlio. Gesù che è il Figlio, è entrato nella nostra storia e ci ha salvato. Non ha badato a quanto gli convenisse, ma ha partecipato del disegno di Amore che il Padre aveva per noi e per tutti i fratelli e le sorelle che camminano insieme a noi. Dio, che è Spirito Santo, è la nostra forza che apre i nostri occhi a vedere la storia vera, che sta dietro la facciata di ogni giorno.

Lo Spirito Santo è la nostra potenza che ci mostra i miracoli che avvengono in noi e in quanti sono intorno a noi. Da quel che è avvenuto con Cristo e con lo Spirito Santo, da quel che essi hanno fatto per noi, noi veniamo a conoscere qualcosa di specifico di quel che è Dio in se stesso. Certamente è, il nostro, un Dio molto appassionato al nostro Bene e alla nostra Salvezza.

Pausa di silenzio

 

1L Ci è stato fatto conoscere un Dio che ha mostrato assoluta gratuità e generosità nell'amarci, quando noi eravamo ancora suoi nemici e peccatori. Un Dio, dice l’apostolo Paolo "che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni altra cosa insieme con Lui?"            Un Dio, alla fine, "che è AMORE". "Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, scrive s. Paolo, ma uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abba, Padre!". Papà, appunto, come un bimbo chiama il suo babbo. Questa è la prima verità di Dio e quindi la prima acquisizione dell'anima credente: la serenità e la sicurezza di avere Dio che è Padre, Non padrone. Un Dio tutto diverso quindi, da quello delle altre religioni. Gesù ci ha rivelato, fatto conoscere una Famiglia Speciale, formata da un Padre che ama un Figlio, e un Figlio che riama pienamente il Padre, e che il legame tra i due è realtà così viva da essere una Persona, lo Spirito Santo.

 

 

2L Una e identica, non moltiplicabile, è la natura divina dei Tre, e quindi uno solo è Dio; ma vivace nella sua attività interna da esprimersi in tre vere e distinte Persone. E' una famiglia, una comunione di persone che proprio per la trasparenza reciproca, il dono e l'intimità che li unisce, vivono l'esperienza più alta della FELICITA', quella appunto che deriva dall'Amore. Proviamo a ripensare ai nostri brevi attimi d'amore, quelli più veri e profondi: sono essi che ci hanno dato felicità, gioia e soddisfazione. Ma queste sono pallidissime esperienze d'amore rispetto all'Amore puro e pieno di Dio: Quale meraviglia di felicità ci deve essere in Dio! Forse non pensiamo mai che Dio significa prima di tutto vita felice, piena, oltre ogni nostra immaginazione. Ebbene, a questo Dio noi siamo chiamati a unirci, per divenire partecipi di questa sua stessa gioia. Questo è il Dio cristiano; questa è la vocazione cristiana.

Pausa di silenzio

 

1L Il vortice di vita e d'amore, che è la famiglia Trinitaria, dimora dentro di noi. Siamo la casa della Trinità. Ma anche la Trinità è la casa dove noi dimoriamo, il grembo caldo in cui siamo custoditi e in cui si svolge la nostra vita. Ci pensiamo?        Il saperlo cosa cambia in noi? L'esistenza cristiana è, in definitiva, una Relazione d'amore col Padre e Figlio e Spirito Santo. Gesù è venuto a trapiantare sulla terra la civiltà, la cultura della Trinità che è l'Amore scambievole. E' venuto a insegnarci "l'Arte di Amare" che è specifica della famiglia di Dio. Ogni Rinuncia all'egoismo, ogni gesto d'Amore vero, contribuisce a rendere la nostra comunità familiare, ecclesiale e sociale sempre più immagine

2L Abbiamo tutti il mandato di apostoli; Non c'è bisogno di chiamarsi Pietro, o Giacomo o Giovanni. È una parola che passa i secoli, un incarico a tempo indeterminato, valido per tutte le latitudini della terra. Come fare? Noi siamo poveretti, a malapena capaci di tener viva la fede nostra, figurarsi se possiamo andare, ammaestrare. Però, a pensarci meglio, anche gli apostoli "dubitavano". Anche loro, pur avendo potuto veder Gesù a faccia a faccia, temevano di non farcela, come noi. Allora non occorre esser teologi, intellettuali, per far la nostra parte. Neanche dobbiamo preoccuparci di andar per il mondo: basterà un colpo d'occhio all'intorno, e il mondo lo troveremo lì, dove viviamo. Ecco il mondo da ammaestrare. Dire con la vita, poche semplici cose: Dio ci è padre, Gesù ci è fratello, lo Spirito è come un amico, il migliore che ci sia. Uno che vuol sempre starci accanto, Consigliarci bene, darci Luce quand'è buio, Consolarci quando siamo stanchi e scoraggiati.

 

 

Dn 3,52-56

 

Canone. . .

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo, degno di lode e di gloria nei secoli.

Canone. . .

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel trono del tuo regno, degno di lode e di gloria nei secoli.

Canone. . .

 

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi e siedi sui cherubini,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, degno di lode e di gloria nei secoli.

Canone. . .

 

Preghiere spontanee….

Padre nostro…..      

 

Tutti Vorrei essere come un’arpa che vibra al soffio del vento,

il vento del tuo Spirito, Signore Gesù, che si libra nell’universo intero.

Arpa che suona la melodia d’amore, impressa nelle cose;

nel sole che sorge e nella notte stellata;

Vorrei essere arpa che accompagna il canto di lode per te

che rompendo il silenzio ti sei rivelato Parola,

Silenzio e Parola d’amore, mandata dal Padre per la nostra salvezza.

È un canto povero il mio ma è canto d’amore per te,

mio Dio, mio Tutto.

Tu Padre, Figlio, Spirito inviolata unità,

beata Trinità nei secoli perenne. nel mare in tempesta

e nell’occhio di un cuore innocente.

Canto