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Liturgia della Parola

a cura di Padre Francesco Sansone

LITURGIA DELLA PAROLA  III° DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)

Preghiera iniziale:

Signore Gesù, qualche volta le nostre vite sono come stelle senza luce, come arcobaleno senza colore. Qualche volta alle nostre vite manca la Gioia. Eppure, Tu, Signore ci affidi la responsabilità di diffondere la Gioia che viene dall'averti conosciuto, la Gioia che viene dal saperci amati da Te. Tu deponi questo tesoro dentro di noi, lo metti nelle nostre mani, affinché noi lo moltiplichiamo e lo condividiamo. Tu desideri solo che prendiamo coscienza della Gioia che è in noi. Allora aiutaci a conquistarla, anche quando la nostra vita sembra naufragare tra le onde della rassegnazione. Cambia la nostra tristezza in vita, cambia la nostra ombra in luce, cambia la nostra acqua in vino nuovo e trasformala in fontana di Gioia, per noi e per tutti i fratelli. Amen.

 

La conversazione di Gesù con la Samaritana si svolge sul tema dell’“acqua viva”. Quest’acqua è indispensabile alla vita, e non è sorprendente che, nelle regioni del Medio Oriente dove regna la siccità, essa sia semplicemente il simbolo della vita e, anche, della salvezza dell’uomo in un senso più generale. 
Questa vita, questa salvezza, si possono ricevere solo aprendosi per accogliere il dono di Dio. È questa la convinzione dell’antico Israele come della giovane comunità cristiana. E l’autore dei Salmi parla così al suo Dio: “È in te la sorgente della vita” (Sal 036,10). Ecco la sua professione di fede: “Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio” (Sal 042,2). La salvezza che Dio porta viene espressa con l’immagine della sorgente che zampilla sotto l’entrata del tempio e diventa un grande fiume che trasforma in giardino il deserto della Giudea e fa del mar Morto un mare pieno di vita (Ez 47,1-12). Gesù vuole offrire a noi uomini questa salvezza e questa vita. Per calmare definitivamente la nostra sete di vita e di salvezza. “Io, sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10). 

Prima letturaEs 17,3-7                                          Salmo 94

Seconda letturaRm 5,1-2.5-8                                 VangeloGv 4,5-42

DOMANDE PER AIUTARE LA RIFLESSIONE:

1-    Dice Gesù alla samaritana: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!” Secondo te, qual’è questo dono di Dio, che la donna samaritana non conosce?

2-    “I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano”. Cosa significa adorare il Padre in Spirito e Verità?

3-    «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete» Qual’è questo cibo che I discepoli non conoscono ancora?

 

 Invocazioni spontanee . . . . .                                              Padre nostro . . . . . .

 

ORAZIONE FINALE

C’è un’acqua, Gesù, che solo tu puoi offrireed è l’unica capace di colmare la seteche ci portiamo dentro:sete di amore e di tenerezzaperché abbiamo troppo sperimentatol’abbandono e l’isolamento,sete di misericordia e di perdonoperché ci portiamo da troppo tempoil peso delle nostre colpe,sete di pace e di giustiziaperché non possiamo più vivere di promesse e di sogni,sete di sicurezza e di sensoperché ci sentiamo esposti a ogni intemperie

e abbiamo già smarrito da tempola direzione e l’orientamento,sete di una presenzache riempia questa nostra vita così usurata,così disseminatadi domande inesorabilmente senza risposta,di vuoti destinati a restare tali,di attese che non trovano compimento.C’è un’acqua, Gesù, che solo tu puoi offrire,acqua che disseta davvero,acqua di vita che fa gustare il saporee la freschezza dell’eternità.