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Liturgia della Parola

a cura di Padre Francesco Sansone

LITURGIA DELLA PAROLA  II° DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)

Preghiera iniziale:

Onnipotente, santissimo, e sommo Dio, Padre santo e giusto, ti benediciamo perché ci sei vicino e ci ami. Ti ringraziamo perché ci hai inviato il tuo Figlio, perché si è fatto carne nel seno di Maria; ti benediciamo perché in lui ti sei fatto uno di noi. Ti lodiamo perché hai voluto che Gesù si rivelasse ai discepoli sul Monte Tabor per farci gustare la bellezza del tuo Regno. Ti ringraziamo perché in Lui, nella sua morte, ci hai tracciato la strada dell'amore, e nella sua risurrezione ci hai riportato alla vita. Ti ringraziamo perché ci hai donato il tuo Spirito: ci hai resi tuoi figli nel Battesimo, ci hai fatti partecipi della tua natura divina. Benedetto sei tu, Signore, Padre Santo, benedetto il tuo Figlio Unigenito, sia gloria allo Spirito Santo. Amen.

Nelle Scritture, la montagna è sempre il luogo della rivelazione. Sono gli uomini come Mosè (Es 19) e Elia (1Re 19) che Dio incontra. Si racconta anche che il volto di Mosè venne trasfigurato da quell’incontro: “Quando Mosè scese dal monte Sinai - le due tavole della Testimonianza si trovavano nelle mani di Mosè mentre egli scendeva dal monte - non sapeva che la pelle del suo viso era diventata raggiante, poiché aveva conversato con il Signore” (Es 34,29). La magnificenza della rivelazione divina si comunica anche a coloro che la ricevono e diventano i mediatori della parola di Dio. Gesù si mette a brillare come il sole sotto gli occhi di tre discepoli: questo lo individua come colui che è l’ultimo a rivelare Dio, come colui che oltrepassa tutti i suoi predecessori. Ciò è sottolineato ancor più dal fatto che Mosè ed Elia appaiono e si intrattengono con lui. Essi rappresentano la legge e i profeti, cioè la rivelazione divina prima di Gesù. Gesù è l’ultima manifestazione di Dio. È quello che dimostra la nube luminosa - luogo della presenza divina (come in Es 19) - da dove una voce designa Gesù come il servitore regale di Dio (combinazione del salmo 2, 7 e di Isaia 42, 1). A ciò si aggiunge, in riferimento a Deuteronomio 18, 15, l’esortazione ad ascoltare Gesù, ad ascoltare soprattutto il suo insegnamento morale. 

Prima letturaGen 12,1-4                                          Salmo 32

Seconda lettura2Tm 1,8-10                                             Vangelo Mt 17,1-9

DOMANDE PER AIUTARE LA RIFLESSIONE:

1-    “Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo”. Da quando sei Cristiano, hai mai sofferto per il vangelo? Puoi raccontare in quale circostanza?  

2-    «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». I discepoli se hanno seguito fino ad ora Gesù è perchè hanno ascoltato la sua chiamata: Perchè gli viene ripetuto ques’invito ad ascoltare?

3-    “Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti”. Perchè Gesù comanda ai discepoli di non divulgare, quello che hanno visto fino a quando non sarà risorto dai morti?

 Invocazioni spontanee . . . . .                                              Padre nostro . . . . . .

 

ORAZIONE FINALE

Quel giorno, sul monte, i tre apostoli, Gesù, hanno visto la tua gloria.I loro occhi si sono aperti alla tua luce sfolgorante e hanno provato il desideriodi fermare per sempre quell’attimo. È bello, Gesù, sentirti accanto e lasciarsi invadere dalla tua pace,quando le regioni dell’anima e la strada che ci sta davanti sono terse e luminose, senza alcuna ombra.È consolante, Gesù, percepire la gioia che invade il cuore e stare alla tua presenzain un abbandono fiducioso che nulla può turbare. Quel giorno, sul monte, i tre apostoli hanno udito la voce del Padre che li invitava ad ascoltare te, il suo Figlio. È duro, Gesù, scendere dal monte della manifestazione ed andare verso il Calvario, verso le prove che ci attendono.Aiutaci, Signore Dio, a scendere dal monte e a percorrere la strada di Gesù,senza cercare scorciatoie impossibili. Amen