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Liturgia della Parola

a cura di Padre Francesco Sansone

LITURGIA DELLA PAROLA   I V° DOMENICA DI AVVENTO

Preghiera iniziale: Beata sei tu, Maria, perché hai creduto! Dio sceglie sempre strade strane per venirci incontro e noi rimaniamo sorpresidavanti alla fantasia del suo Amore. Tu non hai cercato assicurazioni contro i rischi,vantaggi personali, spiegazioni ad ogni perché. Ti sei fidata della bontà di Dio,gli hai fatto spazio nella tua vita, ed Egli ha fatto di te la Madre del suo Figlio,la prima dei credenti! Beata sei tu, Maria, e con te beati tutti coloro che senza fare storie,con semplicità, donano a Dio se stessi, tutto quello che hanno e che sono.Mamma nostra, aiutaci a dire con te e come te: Si compia in me la tua volontà, Signore!Marana tha, vieni Signore Gesù!

 

Il Vangelo secondo san Matteo comincia con la “genealogia di Gesù Cristo” (Mt 1,1-17). 
L’evangelista sottolinea così che la storia che Dio ha cominciato con Abramo, ha ora raggiunto il suo obiettivo in Gesù Cristo. L’obiettivo non è la fine della storia, poiché essa continua, ma in modo nuovo. Ci mostra fino a che punto questa storia sia nuova il brano del vangelo di oggi che parla della “nascita di Gesù Cristo”. San Matteo usa qui questa parola, che può significare tutto: genesi, origine, fonte, esistenza, divenire. Il rinnovamento completo si prepara già al versetto 16, in cui si dice: “Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù”. È dunque chiaro che san Matteo vuol dire che Giuseppe non era che il padre adottivo di Gesù.  Ma chi è il vero padre di Gesù? È una domanda che si pone anche Giuseppe nel nostro testo di oggi. E la risposta è assolutamente chiara: è “per opera dello Spirito Santo” che Maria aspetta un bambino. Ma il testo esprime senza dubbio ancora qualcosa di più. Non è perché è stato generato in questo modo straordinario che Gesù è l’obiettivo della storia di Israele e il fondamento di una nuova comunità; si tratta piuttosto di capire che in Gesù Dio si è unito con noi uomini, come rimedio estremo e per sempre. E ciò per liberarci dalla fatalità della colpa del peccato. Ecco perché il figlio di Maria deve portare il nome di Gesù, cioè: “Il Signore salva”, ed ecco perché noi possiamo anche chiamare Gesù Emanuele, che si traduce “Dio è con noi”.                È il messaggio con il quale Matteo inizia il suo Vangelo. 

 

Prima Lettura  Is 7,10-14                                            Salmo  23

Seconda Lettura  Rm 1,1-7                                    Vangelo Mt 1,18-24

 

DOMANDE PER AIUTARE LA RIFLESSIONE:

1-     “Abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti”. Suscitare l’obbedienza della fede: Come intendi queste parole? Perchè bisogna suscitare l’obbedienza?

2-      Nel mezzo del suo turbamento Giuseppe si sente interpellato, in sogno: ma ci si può lasciar guidare dai sogni in cose di cosi grande importanza?

3-     Quale insegnamento ti consegna il patriarca Giuseppe, col suo comportamento?

 

Invocazioni spontanee . . . . . .                                         Padre nostro . . . . . .

 

ORAZIONE FINALE

Signore Gesù, anche a te vogliamo dire oggi: Buon Natale! Soprattutto a te. Perché tu vieni ancora a nascere tra noi, povero e indifeso, come allora, eppure sempre atteso come la parola più alta dell'infinito amore del nostro Dio. Buon Natale, Gesù: possa rinnovarsi il miracolo della luce che ha illuminato l'oscurità di quella notte. Buon Natale: possa riecheggiare l'augurio di pace che gli angeli hanno cantato nel cielo di Betlemme. E ci sia dato di accoglierti con la semplicità dei pastori, e di godere, pieni di stupore, della predilezione che Dio riserva ai poveri e agli umili. Fa' che anche noi, accogliendoti nelle nostre mani, possiamo contemplare il volto umano di Dio presente in ogni creatura: volto da onorare nei poveri con gesti di tenerezza e di pietà, volto da custodire in noi come un tesoro nascosto; con la passione di dire a tutti: Buon Natale!: il Signore è nato anche per te.