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Liturgia della Parola

a cura di Padre Francesco Sansone

LITURGIA DELLA PAROLA  EPIFANIA DEL SIGNORE

Preghiera iniziale: Vorrei vedere anch’io, Signore, la tua stella. Vorrei avere anch’io, la forza di partire, di abbandonare tutto per mettermi in cammino, con bagaglio leggero e cuore desto, disposto a camminare e a domandare pur di arrivare alla meta desiderata. Vorrei trovare anch’io, Signore, le persone a cui porre i miei interrogativi, quelli che mi porto dentro da troppo tempo,come un fuoco che cova sotto la cenere, di tanti sogni infranti, di tanti progetti bruciati. Vorrei ricevere anch’io, Signore, la risposta che mi mette nella direzione giusta, che mi strappa alla confusione, all’imbarazzo, e mi fa percorrere l’ultimo tratto di strada. Vorrei giungere anch’io, Signore, alla capanna e riconoscere nel segno che ci offri, in quel bambino che giace nella mangiatoia, la tua Parola fatta carne, il tuo Amore che ci spalanca le braccia, la tua Grazia che ci trasforma in figli accompagnati con discrezione, in figli liberati da ogni angoscia e tristezza. Amen

 

Una stella ha guidato i Magi fino a Betlemme perché là scoprissero: “il re dei Giudei che è nato” e lo adorassero. Matteo aggiunge nel suo Vangelo: “Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono”. Il viaggio dall’Oriente, la ricerca, la stella apparsa ai Magi, la vista del Salvatore e la sua adorazione costituiscono le tappe che i popoli e gli individui dovevano percorrere nel loro andare incontro al Salvatore del mondo. La luce e il suo richiamo non sono cose passate, poiché ad esse si richiama la storia della fede di ognuno di noi. Perché potessero provare la gioia del vedere Cristo, dell’adorarlo e dell’offrirgli i loro doni, i Magi sono passati per situazioni in cui hanno dovuto sempre chiedere, sempre seguire il segno inviato loro da Dio. La fermezza, la costanza, soprattutto nella fede, è impossibile senza sacrifici, ma è proprio da qui che nasce la gioia indicibile della contemplazione di Dio che si rivela a noi, così come la gioia di dare o di darsi a Dio. “Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia”. Noi possiamo vedere la stella nella dottrina e nei sacramenti della Chiesa, nei segni dei tempi, nelle parole sagge e nei buoni consigli che, insieme, costituiscono la risposta alle nostre domande sulla salvezza e sul Salvatore. Rallegriamoci, anche noi, per il fatto che Dio, vegliando sempre, nella sua misericordia, su chi cammina guidato da una stella ci rivela in tanti modi la vera Luce, il Cristo, il Re Salvatore.

Prima lettura  Is 60,1-6                                       Salmo  71 O Dio, affida al re il tuo diritto.  .

Seconda Lettura  Ef 3,2-3.5-6                              Vangelo  Mt 2,1-12

 

DOMANDE PER AIUTARE LA RIFLESSIONE:

1-     “Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te”. Secondo te, cosa vuol dire Rivestiti di Luce, a cosa si riferisce? Tu hai fatto l’esperienza di essere rivestito di Luce?

2-     “Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato..”. Perché Erode si turba, si preoccupa, nell’udire le parole dei Magi?

3-    “Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Per conoscere un evento è necessario informarsi da fonti credibili, affidabili. Tu hai questo atteggiamento, o ti basta il ‘sentito dire’ nel farti un giudizio?

4-    “Aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra”. E tu, quale dono porti a Gesù?

 

Invocazioni spontanee . . . . .                                                 Padre nostro. . . . . .

ORAZIONE FINALE

Anch’io, con i Magi, vengo ad adorarti, Signore Gesù. Ora non sei nella casa di Betlemme, ora sei qui, nella mia Comunità che tu ami, ora sei in me, salvato dal Tuo Amore. Con i Magi ti adoro; con l’oro ti riconosco mio Re, con l’incenso ti adoro mio Dio e con la mirra ti proclamo mio Redentore. Non permettere, ti prego, di chiudermi nelle mie sicurezze, incurante degli Erode del mondo; dammi l’ansia della salvezza universal e se, anche a uno solo, avrò fatto scoprire il Tuo amore che salva l’intero creato canterà la Tua Gloria e ogni cuore la Pace ritrovata. Amen