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Liturgia della Parola

a cura di Padre Francesco Sansone

LITURGIA DELLA PAROLA  NATALE DEL SIGNORE

Preghiera iniziale:Vengo a te, Gesù, perché tu per primo sei venuto a me, Vengo per sentire parole di pace e per gustare canti angelici.Di fronte a te, mio Dio fatto bambino, non ho più paura dei miei peccati: hai le braccia aperte per abbracciarmi così come sono e perdonarmi. Davanti a te piego il cuore e le ginocchia per adorarti in silenzio. Ed ecco i miei orgogli svaniscono come rugiada al sole. Grazie alla tua presenza sono tornato alla casa del Padre, perché questa mia terra,diventata tua dimora, possa dare non solo rovi di peccato, ma anche fiori di santità. Natale sei tu, Dio tra noi, Signore per noi, oggi e sempre. Amen.

 

Il Verbo, la seconda persona della Trinità, si fa carne nel grembo della Vergine Maria per dare a chi lo accoglie e a chi crede in Lui il “potere di diventare figli di Dio”. C’è forse comunione più completa, più perfetta del lasciare all’uomo la possibilità di dividere la vita stessa di Dio? Nel Verbo che si è fatto carne, questo bambino di Betlemme, l’uomo trova l’adozione come figlio. Dio non è più un essere lontano, egli diventa suo padre. Dio non è più un essere lontano, egli diventa suo fratello. “Come l’uomo potrebbe andare a Dio, se Dio non fosse venuto all’uomo? Come l’uomo si libererebbe della sua nascita mortale, se non fosse ricreato, secondo la fede, da una nuova nascita donata generosamente da Dio, grazie a quella che avvenne nel grembo della Vergine?”. È per la deificazione dell’uomo che il Verbo si è fatto carne, affinché l’uomo, essendo “adottato”, diventasse figlio di Dio: “Affinché l’essere mortale fosse assorbito e noi fossimo così adottati e diventassimo figli di Dio”. L’uomo assume allora la sua vera dimensione, perché non è veramente uomo se non in Dio. Proprio ora, il re in esilio rimette piede sulla terra preparata per Lui e, nello stesso tempo, l’uomo ritrova il suo “posto”, la sua vera casa, la sua vera terra: Dio. “Anch’io proclamerò le grandezze di questa presenza: il Verbo si fa carne... È Gesù Cristo, sempre lo stesso, ieri, oggi e nei secoli che verranno... Miracolo, non della creazione, ma della ri-creazione... Perché questa festa è il mio compimento, il mio ritorno allo stato originario.

Prima lettura  Is 62,11-12                                               Salmo  96Il Signore regna: esulti la terra. . 

Seconda lettura Tito 3,4-7                                              Vangelo Lc 2,15-20   

 

DOMANDE PER AIUTARE LA RIFLESSIONE:

1-    “Egli ci ha salvati, non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia”. Ti senti una persona salvata dalla Misericordia di Dio?

2-    “Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”.                La chiesa ha annunciato anche a te questo avvenimento. Ti sei messo in cammino per conoscerlo?

3-     “Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”. Vivi questo atteggiamento di Maria nella tua vita? Custodisci, Mediti i segni, gli avvenimenti che accadono lungo il tuo cammino?

4-    Il Natale di Gesù, quali sentimenti, pensieri, suscita in te?

Invocazioni spontanee. . . . . .                                                                        Padre nostro. . . . . .

ORAZIONE FINALE

 Desidero celebrare la Tua nascita, Gesù, perché sei Tu la Luce del mondo. Tu mi strappi alle tenebre del disorientamento e dell’angoscia e mi doni la Speranza di un mondo nuovo. Tu rischiari i miei sentieri e mi indichi la strada che conduce alla pienezza della vita. Gesù, Tu sei il Salvatore, colui che mi libera dal male che intacca e devasta la mia esistenza. La Tua Misericordia mi rigenera, liberandomi dal peccato, donandomi la possibilità di vivere nella Giustizia e nella Pace, nella Benevolenza e nella Compassione. Celebro la Tua nascita, Gesù, perché Tu sei il Cristo, l’Inviato di Dio, venuto a cambiare la mia storia. Tu condividi le mie sofferenze, conosci le mie miserie e vieni nell’Amore per Consolare non per umiliare, per Guarire non per giudicare, per Liberare non per condannare. Signore, fai del mio cuore la Tua dimora. Amen