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Liturgia della Parola

a cura di Padre Francesco Sansone

LITURGIA DELLA PAROLA XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Preghiera iniziale: Signore Gesù, metti un lucchetto alla porta del nostro cuore,per non pensare male di nessuno, per non giudicare prima del tempo,per non sentir male, per non supporre, per non profanare il santuario sacro delle intenzioni. Signore Gesù, legame unificante della nostra comunità, metti un sigillo alla nostra bocca per chiudere il passo ad ogni mormorazione o commento sfavorevole. Concedici di custodire fino alla sepoltura, le confidenze che riceviamo o le irregolarità che vediamo, sapendo che il Primo e concreto modo di Amare è Custodire il Silenzio. Semina nelle nostre viscere sentimenti di delicatezza,di compassione. Dacci uno Spirito di profonda cortesia, per stimarci reciprocamente, come avremmo fatto con Te. Signore Gesù,Dacci la Grazia di Accoglierci Sempre. Amen           

Spesso Gesù accusa gli scribi di interessarsi più ai giochi di parole che non ai veri mali dei loro fratelli. Ma nulla di tutto ciò in questo brano. Ecco un uomo che cerca di conoscere. È un uomo alla ricerca di Dio, un uomo che vuole sapere come potere raggiungere Dio con sicurezza. Questo significa la sua domanda su quale sia il comandamento più importante. Gesù gli risponde in modo relativamente prevedibile, ma che va all’essenziale. Da tutta la Legge, ricava il solo comandamento che dà lo spirito della Legge stessa. Questo comandamento è divenuto una preghiera (Dt 6,4-5) che bisogna avere sempre nel proprio cuore, nella propria mente, nelle proprie mani e nella propria casa. Gesù vi aggiunge la necessità di metterlo in pratica, mediante quell’amore per il prossimo che permette a ciascuno di verificare se ama davvero Dio (1Gv 4,20). Lo scriba allora, felice di essere riconfortato nella propria fede, si felicita con Gesù. Ecco l’uomo che si complimenta con Dio, l’uomo che è contento di ritrovarsi in accordo con Dio. Gesù accoglie con gioia l’osservazione di quest’uomo che è un vero credente e gli apre il Regno. Risponde alle sue lodi con un’osservazione che ciascuno di noi vorrebbe sentirsi fare. Conferma lo scriba nella sua fede e, dandogli una garanzia come non ce ne sono altre, lo rassicura che non si sta sbagliando.

Prima lettura  Dt 6,2-6                                             Salmo   17 Ti amo, Signore,mia forza,Signore,mia roccia. .                                                                                                                                          

Seconda lettura Eb 7,23 – 28                        Vangelo  Mc 12,28 – 34

 

DOMANDE PER AIUTARE LA RIFLESSIONE:

  • “Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele!” Perché Gesù inizia dicendo: Ascolta Israele, e poi prosegue dicendo il Comandamento? Cosa ci vuole indicare?
  • Gesù risponde allo scriba che il primo dei comandamenti non è uno solo, ma due strettamente congiunti. Perché il Signore unisce questi due Comandamenti?
  • “Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio.” Perché lo scriba non è ancora nel Regno di Dio? Cosa gli manca?

 

Invocazioni spontanee . . . . .                                                      Padre nostro . . . . . .

 

ORAZIONE FINALE 

Ti ringrazio Signore,perché mi hai fatto capire che è l’Amore Gratuito che cancella ogni egoismo e propone pensieri di Pace. Amare significa trovare nuovi modi per stare con me stesso e con i fratelli;vuol dire cambiare se stessi,vedere in maniera nuova le cose vecchie. Signore,ora che ho compreso Donami di Amare come Tu mi hai amato: col cuore e con la volontà, desiderando il bene dell'altro, senza possesso né egoismo. Concedimi,Maestro Buono, di stare alla scuola del Tuo Amore. L'Amore è il cuore del Tuo Vangelo, Signore. L'Amore è il nostro desiderio più nascosto, il nostro sogno segreto. Gesù, Insegnaci ad Amare, insegnaci a Lasciarci Amare, e sarà Gioia piena nei secoli dei secoli. Amen

 

IMPEGNO: Mi renderò più disponibile a lasciarmi amare anche da chi non mi è molto ‘simpatico’. . .