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Liturgia della Parola

a cura di Padre Francesco Sansone

LITURGIA DELLA PAROLA V° DOMENICA DI PASQUA

Preghiera iniziale:Signore, Tu Sei e questo ci basta, per vivere, per continuare a sperare ogni giorno, per camminare in questo mondo, per non scegliere la via sbagliata della chiusura e della solitudine. Sì, Tu sei per sempre e da sempre; sei e rimani, o Gesù! E questo tuo essere è dono continuo anche per noi, è frutto sempre maturo, perché ce ne nutriamo e diventiamo forti di Te, della tua Presenza. Signore, apri il nostro cuore, apri il nostro essere al tuo essere; aprici alla Vita con la potenza misteriosa della tua Parola. Facci ascoltare, facci mangiare e gustare questo cibo dell'anima; vedi come ci è indispensabile! Manda, ora, il frutto buono del Tuo Spirito, perché realizzi in noi ciò che leggiamo e meditiamo di Te. Amen

Attraverso un paragone, il Signore ci rivela oggi che tutti quelli che gli sono legati mediante la fede vivono in vera simbiosi. Come i tralci della vite, che sono generati e nutriti dalla vite stessa, noi cristiani siamo legati in modo vitale a Gesù Cristo nella comunità della Chiesa. Vi sono molte condizioni perché la forza vitale e la grazia di Cristo possano portare i loro frutti nella nostra vita: ogni tralcio deve essere liberato dai germogli superflui, deve essere sano e reagire in simbiosi fertile con la vite.
Per mezzo del battesimo, Cristo ci ha accolti nella sua comunità. E noi siamo stati liberati dai nostri peccati dalla parola sacramentale di Cristo. La grazia di Cristo non può agire in noi che nella misura in cui noi la lasciamo agire. La Provvidenza divina veglierà su di noi e si prenderà cura di noi se saremo pronti. Ma noi non daremo molti frutti se non restando attaccati alla vite per tutta la vita. Cioè: se viviamo coscienziosamente la nostra vita come membri della Chiesa di Cristo. Poiché, agli occhi di Dio, ha valore duraturo solo ciò che è compiuto in seno alla comunità, con Gesù Cristo e nel suo Spirito: “Senza di me non potete far nulla”. Chi l’ha riconosciuto, può pregare Dio di aiutarlo affinché la sua vita sia veramente fertile nella fede e nell’amore.

Prima lettura At 9,26-31Salmo 21

Seconda lettura1Gv 3,18-24Vangelo Gv 15,1-8

DOMANDE PER AIUTARE LA RIFLESSIONE:

  1. Figlioli, Non amiamo a parole Né con la lingua, ma con i Fatti e nella Verità”. Riesci a vivere questa Parola? Quali difficoltà incontri?

  2. Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri..”. E’ possibile, oggi, in cui c’è tanto egoismo, amarsi gli uni gli altri?

  3. Rimanete in me ed io in voi”.Cosa significa rimanere in Gesù? Come si attua questa Parola?

  4. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli”.Qual è questo frutto di cui parla Gesù?

Invocazioni spontanee. . . . . Padre nostro. . . . . . .

ORAZIONE FINALE

Grazie Signore, mia Vite, mia linfa. Grazie, o mia dimora, nella quale posso e desidero rimanere; Grazie, mio Maestro ,mia forza nell'agire, nel compiere ogni cosa. Tu, Gesù, mi hai chiamato ad essere tralcio fecondo, ad essere io stesso frutto del Tuo Amore per gli uomini, ad essere vino che rallegra il cuore. Signore, aiutami a realizzare questa tua Parola benedetta e vera, ad essere Credibile più che credente. Solo così, infatti, io vivrò veramente e sarò, come Tu Sei e rimani. Signore, io non so pregare: insegnami Tu e fa' che la mia preghiera più bella sia la mia vita, trasformata in un grappolo d'uva, per la fame e la sete, per la gioia e la compagnia di chi verrà presso la vite, che sei Tu. Grazie, perché Tu sei il vino dell'Amore! Amen

IMPEGNO:Per portare frutto è necessario rimanere uniti a Gesù.Mi impegnerò a rafforzare il mio legame con Lui. . .