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Liturgia della Parola

a cura di Padre Francesco Sansone

LITURGIA DELLA PAROLA II° DOMENICA DI QUARESIMA

Preghiera iniziale:Signore, nostro Dio, che mai smetti di chiamarci a Te, accoglici dinanzi a Te,ammettici alla Tua presenza e riconosci in noi i Tuoi figli, poveri peccatori in cerca di conversione, degni per se stessi,solo del Tuo sdegno, ma resi degni del Tuo Amore in virtù della Tua Misericordia nella quale ci accogli per il Tuo Nome glorioso e santo. Amen

La trasfigurazione occupava un posto importante nella vita e nell’insegnamento della Chiesa primitiva. Ne sono testimonianze le narrazioni dettagliate dei Vangeli e il riferimento presente nella seconda lettera di Pietro (2Pt 1,16-18). Per i tre apostoli il velo era caduto: essi stessi avevano visto ed udito. Proprio questi tre apostoli sarebbero stati, più tardi, al Getsemani, testimoni della sofferenza di nostro Signore. L’Incarnazione è al centro della dottrina cristiana. Possono esserci molti modi di rispondere a Gesù, ma per la Chiesa uno solo è accettabile. Gesù è il Figlio Unigenito del Padre, Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero. La vita cristiana è una contemplazione continua di Gesù Cristo. Nessuna saggezza umana, nessun sapere possono penetrare il mistero della rivelazione. Solo nella preghiera possiamo tendere a Cristo e cominciare a conoscerlo. “È bello per noi stare qui”, esclama Pietro, il quale “non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento”. La fede pone a tacere la paura, soprattutto la paura di aprire la nostra vita a Gesù, senza condizioni. Tale paura, che nasce spesso dall’eccessivo attaccamento ai beni temporali e dall’ambizione, può impedirci di sentire la voce di Dio che ci è trasmessa nella Chiesa.

Prima lettura Gen 22,1-2.9.10-13.15-18Salmo 115

Seconda lettura Rm 8,31-34VangeloMc 9,2-10

 

DOMANDE PER AIUTARE LA RIFLESSIONE:

  1. Dio mise alla prova Abramo e gli disse:. .«Prendi tuo figlio. . e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».Abramo aveva già lasciato tutto per obbedire a Dio, perché viene messo ancora alla prova? Perchè Dio gli chiede di uccidere suo figlio? Cosa significa tutto questo?

  2. Il salmista dice:Signore. .Tu hai spezzato le mie catene!Di quale catene parla? Cosa sono queste catene?

  3. Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli”. Perché Gesù prende con se solo Pt, Gc e Gv: Sono forse dei privilegiati? Anche Gesù non è imparziale?

  4. Perché Gesù ordina ai discepoli, di raccontare ciò che avevano visto, solo dopo che Lui fosse risorto dai morti?

Invocazioni spontanee. . . . . Padre nostro. . . . .

 

ORAZIONE FINALE

Signore Gesù, avrei voluto esserci anch’io sul monte, assieme ai tre apostoli: per vedere la Tua gloria, per contemplare il fulgore della Tua luce, eppure non è questo quello che conta: Ben più grande di quella manifestazione, è l’esperienza d’incontrarti, Risorto e Vivo, sulle strade della mia esistenza. Avrei voluto esserci anch’io sul monte, per essere coperto dall’ombra del Padre, per ascoltare direttamente la sua voce. Eppure non è questo quello che conta: perché ogni giorno, aprendo la Scrittura, io posso intendere la Tua Parola, che mi rivela il volto del Padre. Avrei voluto essere anch’io sul monte, per ripetere le stesse parole di Pietro, per tentare di fermare tutto, e di rimanere per sempre, sul luogo della manifestazione. Eppure non è questo quello che conta: Tu mi inviti a passare per il Calvario, per riconoscere nel Tuo volto sfigurato, l’autentica rivelazione dell’Amore, e partecipare così alla Tua Pasqua.