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Liturgia della Parola

a cura di Padre Francesco Sansone

LITURGIA DELLA PAROLA I DOMENICA DI AVVENTO

Preghiera iniziale: Come potremo essere vigilanti, se tu non rimani a nostro fianco,Signore?La notte è così lunga e potente! E non finisce di tesserein noi la sua inestricabile rete, sveglia le nostre inquietudini, fa vacillare la base delle nostre speranze, e addormenta il nostro coraggio.Mantienici, Signore, in stato di vigilanza col Tuo Santo Spirito e allontaneremo la durezza che deforma i sentimenti e irrigidisce le decisioni. Lotteremoperché mai nessuno dei tuoi figli si senta abbandonato, dimenticato. Rendici vigilanti, Signore, perché possiamo restare saldi nella Fede.Allora, impediremo alla notte di imporre il suo dominio su di noie di ritardare il giorno della tua venuta!Marana tha, vieni Signore Gesù!

L’anno B del ciclo triennale delle letture è l’anno di Marco. Eppure non si comincia dal paragrafo iniziale del suo Vangelo, che sarà oggetto di lettura nella settimana prossima: si parte dal punto in cui terminerà la penultima settimana dell’anno, con l’annuncio del ritorno di Cristo: “Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria”. A prima vista, ciò può sembrare strano ed illogico. Invece, nella liturgia, c’è un’estrema sottigliezza nell’effettuare il cambiamento di tono: la nostra attenzione, che nelle ultime settimane era centrata sul giudizio e sulla fine del mondo, si sposta ora sul modo di accogliere Cristo: Non con paura, ma con impazienza, proprio come un servo che attende il ritorno del padrone. In quanto preparazione al Natale, l’Avvento deve essere un tempo di attesa nella gioia. San Paolo interpreta il nostro periodo d’attesa come un tempo in cui dobbiamo testimoniare Cristo: “Nessun dono di Grazia più vi manca, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo” (1Cor 1,7).

Prima lettura  Is 63,16-17.19; 64,2-7                                        Salmo 79

Seconda lettura  1Cor 1,3-9                                                          Vangelo  Mc 13,33-37

 

DOMANDE PER AIUTARE LA RIFLESSIONE:

1-    “Vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso”. Come intendi questo invito del Signore Gesù a Vegliare? Ti ritieni una persona che Veglia?

2-    Gesù, ci chiama a staccarci dalle cose materiali, terreni e di Attaccarci a Lui. Quali cose, credi che il Signore ti chiede di lasciare per attaccarti di più a Lui?

3-    “Perché non giunga all'improvviso, trovandovi addormentati”. Secondo te, cosa vuol dire Gesù con il termine: Addormentati?

                   Invocazioni spontanee. . . . .                                                   Padre nostro. . . .

ORAZIONE FINALE

Signore Gesù, è difficile  tenere gli occhi aperti quando la fatica appesantisce le membra,quando la stanchezza percorre il corpo e l’anima e viene voglia di abbandonarsi al sonno. È difficile avere un cuore desto quando la delusione e lo smarrimento si sono impossessati della nostra vita, quando lo scoraggiamento ha conquistato i pensieri e gli atteggiamenti. Eppure tu ci dici: State attenti, vegliate! È arduo continuare a sperare in questo nuovo mondo che tu ci hai annunciato quando abbiamo l’impressione che tutto vada avanti come prima e che siano sempre i furbi e i potenti, quelli senza scrupoli, a dire l’ultima parola. È arduo tenere accese le lampade senza conoscere l’ora del tuo ritorno, senza sapere con qualche anticipo il momento preciso in cui arriverai. Ma è proprio per questo che ci dici: State attenti, vegliate! Marana tha, vieni Signore Gesù!

 

IMPEGNO: Organizza un percorso spirituale ed operativo che ti aiuti a vivere in maniera proficua l’Avvento