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Liturgia della Parola

a cura di Padre Francesco Sansone

LITURGIA DELLA PAROLA XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Preghiera iniziale

Signore, molto spesso non attendo niente o attendo cose. E mi ritrovo con il cuore vuoto.
Risveglia in me il desiderio di attendere le persone. Di attendere Te. Dammi capacità di decifrare l'inquietudine
che sempre mi prende: è la tua voce che mi invita a desiderare il nuovo. Fa' che senta nell'aria il profumo
della tua dolce presenza. Tu, l'amico vero che mai mi abbandona. Tu, mio futuro sognato e già divenuto realtà.
Perché a te è cara la mia esistenza. Vieni, Signore, nel deserto del mio quotidiano e fa che possa essere il luogo dell’incontro col Tuo Amore! 
Amen

 

La domanda posta da Gesù è la seguente: “Chi è allora il vero destinatario della promessa, il vero credente?”. Anche la parabola dei due figli deve essere letta in questa prospettiva. Molte volte, infatti, può verificarsi una forma di sintonia con Dio solo apparente; siamo capaci di dirgli dei “sì” superficiali, detti solo con la bocca, non maturati al sole di quella vera obbedienza interiore, che può solamente essere il frutto di una profonda conversione a Dio. Una forma di obbedienza disobbediente perché non tocca le radici del nostro cuore e non cambia la nostra esistenza. In questa ipotesi è vero che, pur immersi in una vita ancora disordinata, coloro che hanno deciso di seguire Gesù, senza reticenze e senza cercare in ultima analisi il loro interesse, si riscatteranno e avranno la precedenza nel regno dei cieli. La parabola ci fa capire quanto sia anche per noi reale il pericolo di partecipare, con apparente docilità, durante tutta la nostra vita, alle celebrazioni liturgiche e alle attività della Chiesa, SENZA MAI DIVENTARE VERI CRISTIANI.

Prima lettura Ez 18,25-28                                       Salmo 24                 

Seconda lettura Fil 2,1-11                                  Vangelo Mt 21,28-32

 

DOMANDE PER AIUTARE LA RIFLESSIONE:

1-     “Non fate nulla per Rivalità o Vanagloria”, dice l’apostolo Paolo. Che cosa intendi per Rivalità, per Vanagloria? Ti è accaduto di agire dietro la spinta di questi sentimenti? Sono presenti anche in te?

2-    “Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù”. Meditando questo brano di s. Paolo, riesci a cogliere quali sono i sentimenti che ha avuto il Signore e che bisogna incarnare?

3-    Nella parabola Gesù parla di due figli che hanno col Padre un comportamento diverso. Tu con chi t’identifichi? Perchè?

Invocazioni spontanee . . . .                                    Padre nostro . . . .                                                                                                       

ORAZIONE FINALE                                                                                                                                                

O Signore, fa’ che ascoltiamo la tua chiamata a lavorare nella tua vigna e non permettere che rimaniamo sordi e insensibili al tuo invito. Donami di vedere che è importante evangelizzare, promuovere la fede, accogliere chi è sulla porta, essere Cristiani attivi. Non ti chiedo l'entusiasmo del primo figlio, ma la serietà del secondo, che si rende conto che è impegnativo, ma anche che è importante andare, perché la tua vigna porti i frutti. Signore salvami dal disimpegno quotidiano, e suscita in me il desiderio di ascoltare e annunciare il tuo Vangelo. Fa’ che comprendiamo il grande dono che offri all’uomo nel chiamarlo a collaborare alla realizzazione del tuo Regno. Amen

IMPEGNO:Cercherò di corrispondere ad un servizio che mi viene chiesto con sincera disponibilità!