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Liturgia della Parola

a cura di Padre Francesco Sansone

LITURGIA DELLA PAROLA II° DOMENICA DI PASQUA O DELLA DIVINA MISERICORDIA (ANNO A)

Preghiera iniziale: Signore Gesù, oggi con la Tua Risurrezione ci interpelli e ci chiami ad essere persone  contente e riconciliate, capaci di vivere in pienezza e di dare la nostra testimonianza davanti a tutti gli uomini. Ora sappiamo dove conduce il cammino, sappiamo che Tu ci sarai sempre vicino. Donaci Signore, il Tuo Potente Spirito, perché possiamo seminare intorno a noi questa Speranza della Risurrezione: che l'annuncio della Tua risurrezione nella nostra vita, tocchi la vita di tanti altri fratelli e sorelle. Amen

Ogni volta che apparve agli apostoli Gesù, dopo aver vinto la morte, augurò la Pace, sapendo quanto tutti loro la desiderassero. Nel conferire agli apostoli il potere di rimettere i peccati, Cristo ha portato la Pace nell’anima inquieta dell’uomo. L’anima creata da Dio ha nostalgia di Dio. La Pace con Dio è il fondamento della pace tra gli uomini. Liberato dalla schiavitù del peccato, l’uomo è in pace, ha l’anima in festa. È partendo dalla pace interiore, quella del cuore, appoggiandosi ad essa, che si può stabilire la pace esteriore: in famiglia, fra vicini, in seno alla Chiesa, tra i popoli. Dio chiama tutti gli uomini ad unirsi al suo popolo unico. Il suo desiderio, che è di riunire tutti gli uomini in seno ad un’unica comunità per salvarli, è già espresso nell’Antico Testamento. Gli Ebrei capirono di essere un popolo unico nella lontana notte di Pasqua in cui Dio li separò dagli Egiziani ed indicò loro la Terra promessa.
La Pasqua viene per ricordare questo avvenimento alle generazioni successive: in questo giorno ogni ebreo ha il sentimento di essere di nuovo condotto fuori dall’Egitto per essere salvato. Allo stesso modo, il nuovo popolo di Dio è nato il giorno di Pasqua, quando la concordia eterna fu rinnovata e suggellata dal sangue del Figlio di Dio. Questo popolo creato da Cristo è precisamente la Chiesa.
Accettare la salvezza promessa da Dio significa integrarsi al nuovo popolo riunito da Cristo, in seno al quale tutti usano i medesimi strumenti della grazia, cioè i sacramenti, scaturiti dalla Passione di Cristo, nei quali Egli è presente ed agisce.

Prima Lettura At 2,42-47                                    Salmo 117

Seconda Lettura 1Pt 1,3-9                                              Vangelo Gv 20,19-31

 

DOMANDE PER AIUTARE LA RIFLESSIONE:

1-    Quelli che erano stati battezzati, erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. In questo versetto è descritto lo stile di come i primi cristiani vivevano la loro fede in Dio: Ritieni di avere anche tu questo stile?

2-      “Esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime!Hai la consapevolezza di qual è la mèta della Fede?

3-      “Pace a voi”, dice il Signore. Si tratta di una Pace che Gesù ha già promesso: “Vi lascio la Pace, vi do la mia Pace. Non come la dà il mondo”. Qual è la differenza tra la Pace che dà Gesù e quella che dà il mondo?

4-      “Beati quelli che Non hanno visto e hanno Creduto!”.Perchè credi, se non hai visto?Sei in grado di esprimere le ragioni della tua Fede?

 

                         Invocazioni spontanee . . . . .                                          Padre nostro . . . . . .

ORAZIONE FINALE

Signore Gesù, riconosco che la notizia della Tua Risurrezione è davvero meravigliosa, sconvolgente. Però io mi sento più vicino a Tommaso che a Giovanni; vicino ai suoi dubbi, ai suoi interrogativi, alla sua voglia di vedere e di toccare. Quante volte mi sono vergognato della mia incredulità, delle mie domande, di tutto quello che mi trattiene dall’abbandonarmi con fiducia nelle Tue braccia. Quante volte ho detto che proprio non mi bastava la testimonianza degli altri perché volevo sperimentare di persona, volevo vederti, incontrarti, senza intermediari. Perdona, Signore, le mie reticenze, la mia voglia di capire, di spiegarmi tutto, per filo e per segno, perdona il mio bisogno di toccare, di mettere il dito. E’ la strada che devo e voglio fare proprio come Tommaso per giungere alla vera Fede e riconoscerTi anch’io come mio Signore e mio Dio. Signore, aumenta la mia fede! Amen.