foto1
foto1
foto1
foto1
foto1

Liturgia della Parola

a cura di Padre Francesco Sansone

LITURGIA DELLA PAROLA  IV° DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)

Preghiera iniziale:

Signore, anche noi abbiamo in casa una candela, quella che hanno acceso i genitori il giorno del Battesimo. Quel giorno hanno preso con te un impegno: farci crescere come figli della luce. Grazie per questo dono, grazie perché hai chiamato anche noi, i nostri genitori, e tante persone a seguirti. Aiutaci adesso a lasciare tutto ciò che ci impedisce di essere con te generosi, e donaci la gioia di camminare verso di Te, che sei la Luce che illumina ogni uomo, la Luce che nessuno spegne, neppure “le tenebre” che non vogliono accoglierti, neppure il peccato che si oppone a Te.

La “luce” è uno dei simboli originali delle Sacre Scritture. Essa annuncia la salvezza di Dio. Non è senza motivo che la luce è stata la prima ad essere creata per mettere un termine alle tenebre del caos (Gen 1,3-5). Ecco la professione di fede dell’autore dei Salmi: “Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura?” (Sal 28,1). E il profeta dice: “Alzati, Gerusalemme, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te” (Is 60,1). Non bisogna quindi stupirsi se il Vangelo di san Giovanni riferisce a Gesù il simbolo della luce. Già il suo prologo dice della Parola divina, del Logos: “In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta” (Gv 1,4-5). La luce è ciò che rischiara l’oscurità, ciò che libera dalla paura che ispirano le tenebre, ciò che dà un orientamento e permette di riconoscere la meta e la via. Senza luce, non c’è vita. Il racconto della guarigione del cieco è una “storia di segni” caratteristica di san Giovanni. Essa mette in evidenza che Gesù è “la luce del mondo” (v. 5, cf. 8, 12), che egli è la rivelazione in persona e la salvezza di Dio - offerte a tutti. 

Prima lettura 1Sam 16,1-4.6-7.10-13                               Salmo 22

Seconda letturaEf 5,8-14                                       VangeloGv 9,1-41       

DOMANDE PER AIUTARE LA RIFLESSIONE:

1-    “L’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore». Puoi spiegare queste parole? Cosa vuol dire che l’uomo vede l’apparenza, mentre il Signore vede il cuore?

2-    “Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo”. Cosa significa che Gesù è la Luce del mondo? In che senso?

3-    “Perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi”. Come intendi queste parole di Gesù? Qual’è l’insegnamento che vuole dare? Chi sono i ciechi e chi sono coloro che vedono?

 

 Invocazioni spontanee . . . . .                                                       Padre nostro . . . . . .

 

ORAZIONE FINALE

Non c’è peggior cieco, Signore,di chi non vuol vedere.E ne è passato del tempoperché anch’io mi accorgessi di non vederci.Non è facile, Signore, ammettere di essere ciechiquando tutt’attorno fanno a garaper dimostrare di avere la vista più acuta,di scorgere il futuro,di indovinare ciò che è nascosto,di cogliere quanto è in profondità.Solo quando mi sono reso contodi essere immerso nella notte,solo quando ho percepitocon smarrimento ed angosciadi non poter venirne fuori con le mie sole forze,solo allora ho inteso la tua voce,ho avvertito la tua presenzae tu hai potuto aprirmi gli occhi.Allora ho gettato uno sguardo nuovosu di me e sulla realtà che mi circonda.Ho raccontato la mia storia,ma non ho trovato gente disposta a credermi.Anzi, ho visto crescere attorno a mel’irritazione e l’imbarazzo,  la repulsione e il rifiuto.Non importa, Signore,quello che conta veramenteè l’averti incontrato e credere in Te,perché questo ha cambiato la mia vita.